La Pachanga

Dal 1996, la prima Scuola di Balli caraibici a Terni
e la prima Scuola di Kizomba in Italia


Os Caminhos da Kizomba… Dalla A come: Angola!

Il fenomeno Kizomba sta ormai dilagando nel nostro Bel Paese: percorsi formativi per maestri, lezioni collettive per gli allievi, stage in pre-serata con successivo spettacolo e un numero sempre crescente di congressi dedicati sono i segnali di un interesse in continua evoluzione nei confronti di questa cultura. In virtù di ciò, cari amici Kizombeiros, mi sembra doveroso dedicare questo numero alla terra che ha dato i natali a quello che viene ormai considerato come il ballo del momento… l’Angola.
Prima della massiccia divulgazione della Kizomba, la mia terra era sconosciuta ai più e, di contro, l’esiguo numero di persone che sapeva della sua esistenza era dovuto, ad esempio, alla guerra civile che ha dilaniato il paese dal 1975 (anno in cui cadde definitivamente il regime coloniale portoghese) al 2000 dovuta sia ai contrasti interni tra i tre gruppi politico militari che avevano lottato per l’indipendenza, sia al suo vasto territorio ricco di diamanti e petrolio troppo appetibile da parte delle potenze straniere. Il successo della Kizomba, quindi, è stato (ed è) estremamente importante nell’aver dato la possibilità di conoscere moltissimi aspetti positivi di questo paese. E’ come un biglietto da visita che ha permesso agli appassionati di aprire una nuova finestra conoscitiva sulla terra delle antilopi nere (palancas negras) avvicinandosi agli usi e costumi della gente, alle tradizioni, alla natura sconfinata e alle tante curiosità… ora allacciamo le cinture e iniziamo il nostro viaggio nella mia terra natia.
A proposito di “palancas negras”, ne esiste una rara sottospecie, l’antilope nera gigante, che nasce e sviluppa soltanto in Angola e più precisamente nella regione compresa tra i fiumi Cuando (il più grande degli affluenti occidentali dello Zambesi) e Luando, dove troviamo tra l’altro, una delle più grandi e belle cascate dell’Africa, ossia, le Quedas de Calandula così come le Pedras de Pungo a Ndongo.
La Palanca, è un animale meraviglioso e molto rispettato tanto da diventare il simbolo della Nazionale di Calcio e della compagnia aerea di bandiera angolana. Altro simbolo della natura angolana è, senza dubbio, il Tombwa ossia Wellwitchia Mirabilis, in omaggio al suo studioso e scopritore occidentale, che si trova a sudovest nella regione semi desertica del Namibe. Questa pianta può sopravvivere diversi anni senza acqua anche perché è fondamentalmente carnivora e le sue foglie possono tranquillamente superare i 2 metri di lunghezza!
L’Angola è un paese estremamente vasto in cui convivono molti habitat diversi tra loro: una fascia di altopiani attraversa il paese da nord a sud con una dorsale montuosa sul lato occidentale per poi scivolare in pianura fino ad arrivare alla costa atlantica mentre, nella parte orientale, gli stessi altopiani si perdono nel bacino dello Zambesi… troviamo anche estese savane e, scendendo verso sud, zone desertiche che ci conducono al confine con la Namibia. Proprio nelle savane veniamo a conoscenza di una specie di Baobab, chiamata Imbondeiro, dai cui frutti riusciamo a ricavare il Sumo de Mucua. Facendo bollire in una pentola d’acqua questi frutti fino a quando non ne restano soltanto i semi, si separano questi ultimi dal succo per poi setacciarlo. Aggiungere zucchero, mescolare, riporre in frigorifero… et voilà!! Ecco pronto per voi un vero e proprio succo di frutta ricco di vitamine e sali minerali in puro stile Mwangolé.
Lasciamo la savana per addentrarci nell’entroterra fino ad arrivare alla più estesa regione del paese, situata ad est dell’Angola e confinante a nord con la Repubblica Democratica Del Congo e ad est con lo Zambia: la regione di Moxico in cui sono nato, più precisamente a Cazombo nella “zona” dell’Alto Zambese chiamata così per via del fiume Zambesi che l’attraversa. Il suo capoluogo è Luena, chiamata Luso fino al 1975 (anno dell’indipendenza angolana in cui molte città sono tornate ad avere i nomi originali africani al posto di quelli attribuiti dai coloni portoghesi).
L’Angola, come la maggior parte degli stati africani, è costituita da un vario numero di etnie, ognuna con le sue tradizioni e con la propria lingua ufficiale. Il portoghese (ereditato dal regime coloniale), infatti, non è identificato come lingua ufficiale propriamente detta bensì come lingua veicolare del paese in quanto permette la comunicazione tra tutti i gruppi etnici presenti nel territorio angolano. Il gruppo etnico a cui appartengo, ad esempio, è quello dei Luvale o Lwena sviluppato, oltre che nella mia regione, anche in Zambia. La lingua ufficiale è, appunto, il Luvale a sua volta strettamente legata al Chokwé, uno degli idiomi della famiglia delle lingue Bantu. I suoi idiomi sono il Kikongo, diffuso nel nord; il Kimbundu, sviluppato anch’esso a nord e nella provincia di Luanda (non dimentichiamoci che la parola “Kizomba” è proprio in Kimbundu); Chokwé, parlato nell’est del paese; Umbundu ad ovest e centro e Kwanyama al sud.
Vorrei concludere questa panoramica su alcuni dei tantissimi aspetti dell’Angola con una piccola curiosità. Nel 2011 si aggiudica la corona di Miss Universo una splendida ragazza che risponde al nome di Leila Lopes, allora venticinquenne. Indovinate un pò da quale paese proviene?!?…
Alla prossima amici, “kandando” grande a tutti voi!

Fernando Bum Bum Rodrigues

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